Una notte ho fatto un sogno, ho immaginato Venezia invasa dalla vegetazione. Il sogno era strano però perché non era abbandonata e in decadenza, come se l’uomo fosse sparito e la natura si fosse riappropriata dei luoghi di sua proprietà in precedenza; ma era raccolta e pulita con dei bellissimi prati verdi. Una fotografia surreale.

Nel prato verde

Il sentiero si diramava tra il prato verde, dove prima scorreva il Canal Grande, il cielo era terso e in molti approfittavano della giornata per una corsa attorno a quei palazzi che una volta si rispecchiavano sulla laguna.

Le gondole solcavano l’erba come se fosse acqua, mentre io camminavo nel prato verde, sentendo gli odori e ascoltando il fruscio del vento. Mi sono seduto a terra e mi sono lasciato andare lentamente sprofondando nell’erba umida, fissando il cielo azzurro senza nuvole.

Curioso come questo periodo di lockdown ci abbia fatto riflettere su quando pressante e pesante sia la nostra presenza su questo pianeta, un mese senza di noi e subito la natura ha ritentato di riprendere e ripulire i nostri spazi. Le città più inquinate al mondo hanno riscoperto il cielo azzurro e l’aria pulita.

Ad un tratto mi sono risvegliato, il prato è diventato il bianco delle mie lenzuola e tutto è finito… che bel sogno.

Fotografia surreale

 

Forse potrebbe piacerti l’articolo: Con  acquatica voluttà