La critica di Ruggero Maggi per la mia installazione sul fondo della piscina del Belmond Hotel Cipriani di Venezia.

Stavo riflettendo sull’opera di Marco Rizzo, questo giovane artista che conosco ed apprezzo da vari anni e che condivide con me l’amore per questa meravigliosa, metafisica città  chiamata Venezia.

Nelle sue immagini realizzate con grande tecnica e maestria, si coglie immediatamente una profonda spiritualità interiore, uno stupore onirico che si rivela allo spettatore.

Già  immagino lo straniamento di coloro che, attirati da queste visioni, si immergeranno nelle acque della piscina, trasformata in questo caso in un’originale ed unica galleria d’arte e che contempleranno ammirati un nuovo, sbalorditivo mondo subacqueo, sentendosi parte di esso.

Proprio in questo consiste il messaggio dell’artista: permettere di andare oltre la semplice visione bidimensionale delle opere diventandone parte integrante, sentendosi elemento peculiare, divenendo oggetto d’arte fluttuante al cospetto della maestosità dei mondi sommersi raffigurati/congelati da Marco in uno scenario post-apocalittico.

Ruggero Maggi

Mi accorgo che sto scrivendo per la prima volta dell’opera di un artista senza vederne esattamente i confini, ma tentando solo di immaginarli. E’ il pregio delle installazioni site-specific create appositamente per un dato luogo, a cui in questo caso, si aggiungerà  anche la partecipazione attiva dei nuotatori visitatori che, attraverso il filtro visivo dell’elemento acqua potranno sentirsi sospesi in una liquida bolla spazio-temporale, trasformandosi essi stessi in sub che ammireranno vestigia di civiltà  perdute, udiranno sbalorditi il canto delle balene, facendosi cullare seguiranno le correnti ascensionali dell’acqua, sfioreranno con tenerezza la ruvida pelle degli squali-martello.
mi sono fatto prendere un po’ la mano, dimenticavo che è solo arte, solo un sogno, ma che sogno!

Ruggero Maggi