Critico

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Fragile parte prima marco rizzo Photographer in Venice

Fragile – Parte prima

Fragile è un documentario di Marco Rizzo su Venezia, che nasce dal desiderio di raccontare la città attraverso i racconti e le emozioni di chi la vive. Parte prima Voliamo sull’acqua immersi nella nebbia come se fosse un sogno, riusciamo a vedere i primi elementi, la barena, la melma, simbolo delle origini di questa fragile città. L’acqua che ci ha trasportato ci accorgiamo essere parte ...
best selected Underwater city Marco Rizzo

Paradiso sommerso

Best selected Atlantide Facendo un parallelismo con il mito di Atlantide, così il fotografo Marco Rizzo, in questo paradiso sommerso, utilizza l’escamotage per restituire pace e tranquillità alla sua amata Venezia. L’autore sogna la città lavata dallo sporco, sia morale che fisico, tramite un’ondata di “acqua purificatrice” che la sottragga momentaneamente allo ...
Underwater city Gianni Nappa Acque torbide

Feto

La critica di Gianni Nappa del 2013 alle opere di Marco Rizzo in occasione della mostra Inner Vision alla galleria BackLightStudio Contemporanea di Napoli. Coinvolti 3 artisti emergenti italiani. Marco Rizzo, Francesca Parità e Vitriol13. La sospensione lieve che il feto ha nel liquido che lo foraggia, protegge e offre vita, si pone come metafora della memoria che Rizzo rielabora per dar ...
Ruggero Maggi

Con acquatica voluttà

Artlantis by Marco Rizzo La critica di Ruggero Maggi per la mia installazione sul fondo della piscina del Belmond Hotel Cipriani di Venezia. Stavo riflettendo sull’opera di Marco Rizzo, questo giovane artista che conosco ed apprezzo da vari anni e che condivide con me l’amore per questa meravigliosa, metafisica città  chiamata Venezia. Nelle sue immagini realizzate con grande ...
Boris Brollo Marco Rizzo Underwater city

La memoria dell’acqua

La critica di Boris Brollo nel 2011 alla collezione Underwater city  per la Galleria Ravagna di Piazza San Marco Muto con gli occhi dilatati per vederci meglio sotto l’effetto del “diving reflex” (riflesso dell’immersione) la bocca articolava parole senza suono. La memoria “omeopatica” dell’acqua diluiva e lavava l’immagine ispessendola nell’effetto lenticolare e tutto era così vivamente vero ...