Dove finisco io
Non è uno specchio. È una soglia.
Un punto in cui il corpo si sdoppia
e smette di appartenersi davvero.
La pelle sfiora la propria immagine come se fosse un’altra persona,
come se il riflesso potesse respirare da solo.
C’è un momento, breve, in cui non esiste più differenza
tra chi guarda e chi viene guardato.
Due presenze, un solo respiro.
E nel silenzio, la domanda resta sospesa:
sono io o è ciò che di me non riesco a trattenere?
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