Lavorando a progetti legati all’acqua il tema della rete era inevitabile. Dal mondo sommerso emergo attraverso la pesca, per poi trattare il tema moderno della società liquido moderna.

Viviamo in una società incerta, dove tutto è liquido, per citare il noto sociologo Zygmunt Bauman, morto nel 2017; la società liquida moderna. Per ottenere la sicurezza, abbiamo rinunciato alla libertà. Al suo posto, c’è incertezza, insicurezza, ansia, angoscia.

È il tempo della crisi dell’identità sociale e personale, della “Voglia di comunità”, della “globalizzazione”. Quest’ultima esprime il “nuovo disordine mondiale”, confusione, disorientamento, unione o concentrazione sul piano economico finanziario, divisione tra le persone, “connessi” o “disconnessi”.

Nella società liquido moderna tutto è permeato dalla “liquidità”, che è la caratteristica di base dei liquidi fluidi, che non possono mantenere una forma perché non hanno una coesione interna. Il mondo di oggi non ha né la struttura, né la solidità di un tempo. Le nuove forme di produzione e di rapporti umani sono anonime, liquide, mutevoli, effimeri. La condizione umana nella società liquido moderna è proprio questa : “nulla” è destinato a durare, e soprattutto a durare per sempre; gli oggetti e le persone utili e indispensabili oggi sono i rifiuti di domani.

Nella rete affronta questi temi, l’acqua metafora della liquidità del mondo attuale e la rete, metafora della prigionia.

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