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Art-lantis | Intervista a Marco Rizzo

marco

ART-LANTIS – LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI MARCO RIZZO
SUL FONDALE DELLA PISCINA DEL BELMOND HOTEL CIPRIANI

Dalla collaborazione tra Belmond Hotel Cipriani e Marco Rizzo, giovane e talentuoso fotografo veneziano, nasce il progetto Art-lantis, che permette all’arte di entrare in piscina dove alcune opere dell’artista saranno esposte da marzo a novembre.

Cosa è per te Venezia e come la immaginerai nel futuro?
Venezia è la città dove sono nato, la città dove vivo; per me è un magnete, ma più che Venezia il vero magnete è l’acqua. Acqua che ha sempre fatto parte dei miei lavori, inizialmente in maniera involontaria, nell’ultimo periodo in modo più ricercato. Il futuro che vedo per la mia città spero non sia sommerso ma immerso, la mia Venezia non è distrutta da un cataclisma ma semplicemente ripulita e riportata forzatamente a un contatto con la natura.

Artlantis Rizzo

Quali sono da fotografo i luoghi più alternativi da fotografare in questa città?
Ho sempre cercato luoghi nascosti da catturare con i miei video e le mie foto, non sono mai stato interessato ai luoghi comuni. Ripenso al mio primo documentario: “Nero pece”. Venezia è da scoprire, è bello perdersi tra le calli senza meta, è proprio in quei momenti dove non cerchi nulla che la città ti regala il meglio di sé e ti fa scoprire luoghi nascosti e meravigliosi. Il mio consiglio è di non avere paura di allontanarsi.

Perché l’acqua?
L’acqua mi affascina, mi terrorizza se penso alle profondità degli abissi, forse mi attrae così tanto perché non l’ho ancora capita a fondo. L’acqua può essere contenuta, scivola sulle forme, sommerge, riempie… può essere il soggetto del progetto o essere rilegato in secondo piano; è un tema che va sviluppato in più forme e che mi da sempre nuove idee per esprimere concetti. L’attuale società liquida mi aiuta, per fare una citazione.

Cosa ha per te il Belmond Hotel Cipriani che altri alberghi non hanno e perché hai deciso di iniziare questa avventura?
Il Belmond Hotel Cipriani essenzialmente è un ambiente “amico”, dovuto non dall’edificio in sé ma dalle persone che lo gestiscono e che gli danno vita. Ho scoperto personaggi eccezionali nel corso degli anni, disponibili, che hanno sempre aiutato e stimolato il mio essere artista. L’idea che ha scatenato questo progetto è stata molto semplice e divertente: con Laura Di Bert stavamo allestendo la mia prima mostra in hotel e non sapevamo dove mettere un quadro; come spesso mi capita.. scherzando… le ho detto: “potremmo buttarlo in piscina” l’idea assurda di per sé ci ha fatto ridere, ma negli occhi di Laura ho visto scattare qualcosa… l’idea poteva non essere assurda. Ed ecco qui dopo qualche anno.. Al vostro giudizio, la nostra idea realizzata.

Cosa faresti se non fossi fotografo?
Non vivo solo di fotografia, faccio molte altre cose durante le mie giornate, che spaziano dall’arte in senso generico alla formazione, ma essenzialmente amo i rapporti umani, mettermi in gioco.

C’è un messaggio positivo in queste foto di Venezia sommersa? Quale?
Il messaggio che voglio dare è solo positivo; bisogna fare uno sforzo e andare oltre l’immagine in sé, che per un lavoro fotografico può sembrare strano. La domanda da porsi è: perché un veneziano decide di realizzare una serie di quadri con la sua città sommersa? Odia la sua città a tal punto? La mia Venezia non è distrutta ma sommersa; gli edifici sono intatti, a me piace immaginarli “ripuliti” dallo sporco che crea l’essere umano.

Cosa da Venezia ad un giovane artista e cosa toglie?
Venezia non è un luogo facile, essenzialmente viene usata dalle persone che ci lavorano e in pochi pensano a chi ci vive. Venezia offre molti momenti importanti per poter esporre l’arte di un artista ma sono luoghi a beneficio di pochi.

Art-lantis | Marco Rizzo